sabato 11 dicembre 2010

di MASSIMO GIANNINI

Scandalo in Parlamento
Solo nel tragicomico fumetto di Berluscopoli la doverosa e persino tardiva apertura di un'inchiesta sullo scandalo del mercato dei voti può diventare "un'ingerenza gravissima della magistratura" sull'autonomia delle Camere. Solo nella grottesca manipolazione semantica dei fatti, quotidianamente praticata dai "volonterosi carnefici" del Cavaliere, il patto scellerato tra un parlamentare dell'Idv e tre "colleghi" del Pdl (che gli offrono di passare nelle file della maggioranza in cambio dell'estinzione del suo mutuo per la casa) può diventare esercizio di "una libera dialettica parlamentare".

A tanto ci ha ridotto, il collasso dell'etica pubblica di questi anni. Siamo ai "saldi di fine legislatura". Gli operosi apparatciki del presidente del Consiglio, per consentirgli di raggiungere la fatidica "quota 316" nella conta sulla fiducia di martedì prossimo a Montecitorio, offrono alle anime perse dell'altra sponda non più solo incarichi ministeriali e poltrone di sottogoverno, ma addirittura denaro sonante. Questo, oggi, è l'ulteriore "salto di qualità" nell'indecente compravendita in corso tra i deputati: i soldi. Questo, oggi, dichiarano senza pudore pseudo dipietristi come Antonio Razzi e finti democratici come Massimo Calearo.

Il primo, in un'intervista radiofonica su Radio 24 al programma "La zanzara" del 16 settembre: "Sono stato avvicinato da cinque, tre del Pdl. Le offerte più concrete che mi hanno fatto sono state la ricandidatura e la rielezione sicura, ma questa volta in un collegio italiano. Ho comprato casa a Pescara, devo pagare ancora un mutuo da 150 mila euro. Io gli ho detto che avevo questo mutuo e loro: "Ma che problema c'è? Lo estinguiamo"...". Il secondo, in un'intervista al "Riformista" di martedì scorso: "Dai 350mila al mezzo milione di euro. E pensi che la quotazione, nei prossimi giorni, può ancora salire. Soprattutto al Senato. I prezzi, quelli per convincere un indeciso a votare la fiducia al governo, per adesso sono questi... Io sono un caso a parte... Sa cosa mi ha detto Berlusconi, quando ci siamo incontrati di recente: "Calearo, io non ho nulla da offrirle perché lei, come me, vive del suo"...".


Cos'altro sembra di scorgere, in tutto questo, se non un tentativo di corruzione (secondo l'articolo 319 del codice penale) che non ha nulla da spartire con il diritto del parlamentare di esercitare la propria funzione "senza vincolo di mandato" (secondo l'articolo 67 della Costituzione)? E di fronte a queste parole, che pesano come pietre e contengono a tutti gli effetti una possibile "notitia criminis", cos'altro deve fare una procura della Repubblica, se non aprire un'inchiesta e verificare la fondatezza delle gravissime dichiarazioni rese da questi deputati? Questo è lo scandalo. Un Parlamento, tempio sacro della democrazia rappresentativa, trasformato in un hard discount, luogo profano della politica mercificata.

Così si compie il capolavoro berlusconiano: prima la personalizzazione, poi l'"aziendalizzazione" della politica, che si riduce a una variante del marketing mentre le Camere si sviliscono in una "fabbrica" di voti. In questo orizzonte, tecnicamente a-morale e puramente economicista, tutto si può vendere e comprare. Una candidatura o un mutuo, una fiducia o una sfiducia. Perché nella logica del tycoon della televisione commerciale tutti gli uomini hanno un prezzo. Si tratta solo di individuare quello giusto, e al momento giusto.

Eppure, per i Cicchitto e i Verdini, i Bondi e gli Alfano, non è questo lo scandalo. Questa è, appunto, la "libera dialettica parlamentare". Questa è, appunto, la politica fatta di "sangue e merda", per usare una vecchia formula cara a Rino Formica ai tempi della Prima Repubblica. Non è la compravendita, che indigna questo centrodestra trasformato in appendice del cda Mediaset. Perché secondo le guardie azzurre del Cavaliere o non è vera: e dunque non c'è nulla da cercare tra le bancarelle del suk di Montecitorio. O si è sempre fatta, anche ai tempi del governo Prodi: e dunque "todos caballeros", tutti colpevoli, nessun colpevole, come da requisitoria parlamentare di Bettino Craxi all'epoca di Tangentopoli.

Il vero scandalo, per le truppe del Popolo della Libertà che si preparano alla battaglia di martedì prossimo, è ancora una volta la magistratura che indaga. Le toghe che turbano il "normale confronto" del Parlamento, alla vigilia di un voto decisivo per il futuro del governo. Anche questa, dunque, sarebbe giustizia a orologeria. Ci vuole una certa impudenza, per sostenere una tesi del genere. Proprio nel giorno in cui la Consulta annuncia il rinvio a gennaio della sentenza sulla costituzionalità del legittimo impedimento.

La verità è che questa penosa Votopoli è l'altra faccia, l'ultima, di un potere sempre più debole e disperato, e per questo sempre più temerario e velleitario. "Ora inizia il calciomercato...", dice Gianfranco Fini, commettendo un errore di metodo (perché è il presidente della Camera, e se sa qualcosa deve denunciarlo ai pm) e di merito (perché le trattative sono cominciate da un pezzo, e semmai il calciomercato sta per finire).

Tuttavia non sappiamo quanto abbia inciso la campagna acquisti del Cavaliere, proprio nelle file dei futuristi, molti dei quali si professano malpancisti. Non sappiamo quanto peseranno martedì prossimo gli anatemi del premier contro gli eventuali "traditori", che saranno "fuori per sempre dal centrodestra". Può anche darsi che l'aritmetica salvi il presidente del Consiglio. Ma se anche fosse, la politica lo ha già condannato. Non si governa un Paese instabile come l'Italia, con un paio di voti di maggioranza. Per quanto ben remunerati, restano comunque voti a perdere.
m.giannini@repubblica.it
(11 dicembre 2010) © Riproduzione riservata


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L’11 novembre 2010 la Croce Rossa approva una leggina ad personam per tappare le bocche di di chi denuncia i loschi affari dei Vertici, il “CODICE ETICO” con Ordinanza Commissariale n. 0565-10

Nell’articolo 15, lettere k-l-m si evince chiaramente l’intenzione di rendere, lavoratori e soci, asserviti e omertosi; ha tutta l’aria di essere un codice d’onore mafioso.

Di nuovo vediamo i giochi di parole che tentano di addolcire pillole amare, “codice etico” che di etico non ha assolutamente nulla e soprattutto non ha nessun valore davanti all’articolo 21 della Costituzione Italiana: ”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Sono circa 20 anni che Maria Teresa Letta, sorella di Gianni Letta, ricopre incarichi presidenziali all’interno della Croce Rossa, come commissario e come presidente; prima a carattere locale e successivamente, nel 1997, con l’istituzione dei comitati regionali, sono stati eletti i vertici regionali e la Letta fu eletta sia presidente locale che presidente regionale; tutto questo mentre lo statuto prevede il rinnovo delle cariche ogni 4 o 5 anni.

Non vogliamo, ma è inevitabile pensare che questa poltroncina nella Croce Rossa Abruzzese sia davvero comoda alla signora Maria Teresa Letta, altrimenti non capiamo come mai ha conservato per oltre 20 anni il suo ruolo in modo del tutto illecito.

I pacchi natalizi fatti lo scorso anno, la signora Maria Teresa Letta, li ha fatti con le donazioni ai terremotati, la signora Letta ha tolto ai terremotati per dare ai suoi elettori , forse non sa che il voto di scambio è un reato!

La sorella di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, fa illeciti da oltre vent’anni nella Croce Rossa, lo fa in modo del tutto indisturbato, se qualcuno si permette il lusso di denunciare le sue “marachelle” lei lo fa trasferire. Fin quando è stato urlato dai blogger, la signora non se n’è curata più di tanto, ma nella puntata dello scorso 5 dicembre su Report, la costanza del Maresciallo Vincenzo Lo Zito e di molti blogger e giornalisti che come me hanno urlato e sostenuto la causa di un onesto cittadino è stata finalmente divulgata in televisione.

La forza dei blogger si evince anche da queste piccole vittorie, avevo scritto dei pacchi natalizi in quest’articolo … dopo un anno ne ha parlato Report, questo significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro gratuito, stiamo lavorando sicuramente meglio dei giornalisti super pagati Rai e Mediaset… lo facciamo gratuitamente e con passione. Questo è il riconoscimento che riceviamo, vedere che le nostre urla, dopo tanto, arrivano a destinazione.

Torniamo alla nostra causa, il Maresciallo Vincenzo Lo Zito sarà giudicato il 15 dicembre dal tribunale militare. Rischia il posto di lavoro con la ritorsione per avere fatto il proprio lavoro, per essere stato onesto.

Viene accusato dalla Croce Rossa e fatto indagare dal Tribunale Militare per Diserzione Aggravata.

Ha colpa di non essersi recato presso il comando di Assisi dopo un delicato intervento al cuore nonostante ci fosse il parere contrario emesso dal collegio medico della Croce Rossa stessa, e pur di costringerlo, lo hanno prima privato dello stipendio poi fatto indagare. Adesso vogliono essere anche risarciti di 22.000 euro per gli stipendi che secondo loro non gli dovevano versare; il collegio medico ha certificato l’impossibilità di trasferimento, il Maresciallo Lo Zito non poteva andare ad Assisi per gravi motivi di salute, lui aspettava la destinazione sollecitandola più volte…

In Croce Rossa il parere della Commissione medica militare non ha valore, o meglio, per il Maresciallo lo Zito non vale !!

Vi consiglio la visione del video tratto dal programma Report del 5 dicembre. Ascoltate le parole della signora che ha donato per i terremotati e che ha visto poi i pacchi usati dalla signora Maria Teresa Letta per la propria campagna elettorale con annesso il bigliettino di auguri che potete leggere in foto.

Sulla Bacheca del Maresciallo lo Zito e sul Blog leggiamo molti commenti di solidarietà, tantissime belle parole. Ricordiamoci che a Vincenzo Lo Zito le parole non servono perché lui solo sta pagando le ritorsioni per aver fatto il suo dovere a tutela dei nostri soldi.

Ricordiamo che sta affrontando delle notevoli spese per difendersi dalle infamie mosse a dovere per destabilizzare la sua persona, anche con due euro ma contribuiamo alla sua causa. Lui solo ha avuto il coraggio di metterci la faccia, non ci limitiamo alle belle parole, ad esempio il 15 dicembre il Maresciallo Lo Zito Vincenzo è solo davanti al giudice… dove siamo noi cittadini onesti ?

Ricordiamoci anche che il 23 febbraio ha un altro processo dove è indagato per calunnia per aver denunciato i revisori dei conti che invece di fare l’ispezione amministrativa sulle irregolarità fatte dalla presidente Letta se ne sono andati a pranzo con lei.